BOLOGNA – La tensione di un quarto di finale di Europa League storico Vincenzo Italiano prova a stemperarla aprendo con una battuta. «Stavolta le chance di qualificazione sono fifty-fifty: sto imparando l’inglese, vedete?», dice il tecnico alla vigilia della gara di andata con l’Aston Villa. Squadra che i rossoblù conoscono bene, affrontata sia in Champions un anno fa che alla prima giornata di questa Europa League, «ma erano sfide diverse, questa va gestita sui 180 minuti, e i primi 90 sono importantissimi perché serve un risultato che tenga vive tante speranze per il ritorno: siamo nelle prime otto del torneo, è un grande orgoglio e ora anche da sfavoriti abbiamo chance di passare e ce le vogliamo giocare con una partita perfettissima». Giornata di licenze linguistiche, per Italiano che ci crede in una Europa League tutta giocata da underdog dal suo Bologna, che si trova a sfidare chi come Emery questa coppa l’ha alzata quattro volte, più di ogni altro allenatore. «Al mio percorso fatto fin qui ci penso spesso, dagli allievi della Luparense quando ho capito di voler allenare e ho iniziato a testare le mie idee a quel trofeo che mi era mancato e che ho trovato a Bologna lo scorso anno, una ciliegina che resterà per sempre e di cui vado fiero», continua Italiano. E ora lui e il suo Bologna si trovano ad aprile ad essere l’ancora di salvezza della stagione del calcio italiano, unici dentro all’Europa assieme alla Fiorentina impegnata in Conference col Crystal Palace. «Cercheremo di portare avanti il calcio italiano in questa doppia sfida Italia-Inghilterra, il gap anche economico con le squadre di Premier c’è, ma la situazione del nostro pallone non è così disastrosa», dice il tecnico rossoblù.

Più attenzione in difesa e più concretezza in attacco

Di quanto imparato nelle prime due ko con l’Aston Villa Italiano vuole portare una grande attenzione alle palle inattive in fase difensiva e maggiore concretezza davanti, «sarei felice di vedere una squadra che crea quanto in quelle due gare, palle gol ne avremo ma serve maggiore capacità di fargli male e approfittare di ogni difetto». L’attacco s’affida a Castro con Bernardeschi e Rowe, i tre che hanno scardinato la Roma agli ottavi, i dubbi di formazione sono tra Casale e Heggem dietro e tra Pobega e Moro in mezzala. Ci sarà Ferguson, compagno di nazionale di quel McGinn che al Bologna ha segnato in entrambi i precedenti. «Abbiamo parlato della partita durante il ritiro della Scozia, ma li conosciamo bene a prescindere da questo, sappiamo che sarà difficilissimo andare avanti ma ci crediamo – dice il centrocampista –. Siamo consapevoli di questo momento, negli ultimi anni abbiamo fatto la storia del club stagione dopo stagione e questa è un’altra possibilità per farla ancora». Anche il pubblico del Dall’Ara sente il momento, con oltre 30mila spettatori – di cui 2430 da Birmingham – e grande coreografia sia in curva che in tribuna. Uno stadio di casa diventato quest’anno teatro di sofferenze, vero, ma imbattuto in Europa. Dove l’Aston Villa arriva da sette vittorie di fila. Nel Bologna restano fuori Dallinga, Lykogiannis, Dominguez e Skorupski oltre lo squalificato Vitik; i Villans hanno fuori Sancho. Con un giallo, rischiano di saltare la gara di ritorno Lucumi, Bernardeschi e Ferguson da una parte; Cash, Lindelof, Digne, McGinn dall’altra. Inizio ore 21, diretta Sky.