TORINO – Anche se l’Europa da qualche anno non è più il territorio preferito della Juventus, giocare o non giocare la Champions fa tutta la differenza del mondo. Si tratta di una forbice finanziaria tra i 50 e i 100 milioni di euro, dipende dal cammino che poi si riuscirà a percorrere: è questa, in buona sostanza, la differenza. Andare in Champions significa acquistare il centravanti che manca, oppure rendere più leggero il monte ingaggi complessivo. Non andare, invece, è un fallimento ancora prima di cominciare. Questo fallimento, la Juve di Spalletti l’ha quasi del tutto scongiurato: il percorso delle ultime giornate, rafforzato dalla vittoria contro il Bologna, rende il quarto posto pressoché garantito, con 5 punti di margine sul Como, quinto, a cinque turni dalla fine. Un simile vantaggio Champions, quest’anno non era mai stato raggiunto.

La Champions a un passo

Siccome, però, il calcio attuale è soprattutto far di conto, ecco che la Juve scopre di avere meno punti da colmare da Napoli e Milan (meno 3), rispetto ai 5 in più del Como, quasi in caduta libera, mentre anche la Roma appare in chiaro affanno. E allora, calendario sotto gli occhi, è impossibile non considerare che domenica prossima a San Siro i bianconeri avranno la possibilità di agganciare proprio il Milan di Allegri, l’antico maestro: a quel punto, la volata finale diventerebbe aperta a qualunque epilogo.

La scalata di Spalletti

L’ipotesi che la Juventus possa arrivare addirittura seconda sarebbe apparsa più che fantasiosa, per non dire impossibile, nel momento dell’esonero di Tudor e dell’arrivo di Spalletti, appena confermato per un ulteriore biennio. Il lavoro sul campo e nella mente dei giocatori ha prodotto risultati concreti: una maggiore continuità e una certa sicurezza nei propri mezzi. Contro il Bologna si è pure sbloccato il canadese David, la vera delusione dell’anno. Il miglioramento bianconero ha fatto a meno di Vlahovic, ancora fermo per infortunio, e ha assecondato le qualità di Yildiz, il campione attorno al quale si formerà il progetto della nuova squadra, anche se Spalletti ha risposto in modo perentorio a chi gli ha domandato se, per il prossimo campionato, si può già immaginare una Juve da scudetto: “Facciamoci una camomilla”. Conte e Allegri con vista sull’azzurro Anche se Conte e Allegri, e in fondo lo stesso Spalletti, non sembrano dannarsi più di tanto per il secondo posto, con i primi due come massimi favoriti per la panchina della Nazionale a suo tempo occupata proprio dal terzo, quella posizione in classifica resta allettante, in special modo per la Juventus. “La vittoria contro il Bologna ci permette di affrontare il Milan con maggiore serenità”, dice l’allenatore. “Ma dovremo evitare che a un certo punto il motore si spenga, come purtroppo è successo troppo spesso. Ho fiducia, la mia squadra sta assumendo la forma che volevo, anche se la strada che ci attende è ancora lunga”. Non lo è il campionato, giunto quasi all’epilogo: e la Juve, esclusa l’Inter capolista, in questo momento è sicuramente la squadra più in forma e motivata.