Prima gli auguri di Pasqua, “perché tanto poi so che me li dimentico”, quindi una rapida ma al contempo profonda analisi sulla volata Champions, sul rinnovo di contratto, sulla mancata qualificazione della Nazionale al Mondiale e, naturalmente, sulla sfida con il Genoa di De Rossi. È un Luciano Spalletti in stile Premier, campionato in cui non è insolito vedere tecnici presentare le partite due giorni prima del calcio d’inizio: nel lunedì di Pasquetta arriverà il Genoa all’Allianz Stadium, una “partita difficilissima”, la prima di “otto finali” che decideranno il futuro della Juventus. Il suo sembra essere già deciso e sarà ancora bianconero, almeno per altri due anni, anche se bisognerà attendere per la firma e l’annuncio: “Da un punto di vista di rapporti è tutto regolare e le priorità vanno date alla sfida contro il Genoa”.

L’eliminazione dell’Italia e le signore Baggio, Totti e Del Piero

Non è semplice essere originali su un argomento, la Nazionale, che riecheggia in ogni anfratto del Paese da martedì, analizzato e sviscerato dai bar fino alle aule della politica. Eppure, Spalletti ci riesce: “Sono dispiaciuto, ma in un momento come questo è bene fare delle riflessioni corrette. Bisogna programmare in maniera corretta e giusta, dovremmo chiederci se ci interessa davvero la Nazionale. In Italia ci sono molte proprietà straniere e ci fa piacere, però bisognerebbe chiedere se hanno a cuore la valorizzazione dei talenti italiani. Io penso sempre che ci siano ancora tante mamme come quella di Baggio, Totti, Del Piero e Cannavaro e bisognerà saper usare il talento che regaleranno altre mamme". Un argomento, quelle delle delusioni in Nazionale, che Spalletti conosce bene ma che pretende, dopo l’analisi del primo giorno, che resti fuori dallo spogliatoio: “Ogni tanto mi piace sentire la sofferenza, però i giocatori non possono fare così. Devono lasciare da parte quello che è successo in Nazionale. Inoltre vorrei fare gli auguri a Silvio Baldini che sta facendo molto bene con l'Under 21, perciò ci sono degli spiragli per il futuro". La sfida con il Genoa di De Rossi Giusto quindi concentrarsi sulla partita di Pasquetta, sulla sfida con il Genoa che ha battuto la Roma qualche giornata fa, avversaria diretta della Juventus, e che ha pareggiato con il Como: “Quello che si dice ora è che ci sono otto finali, dobbiamo essere pronti a fare il massimo, abbiamo poco margine: dobbiamo andare a vincerle quasi tutte per poter essere dentro. Naturalmente quelli che hanno passato i play-off sono tornati con più tranquillità e con più entusiasmo addosso, quelli che non li hanno passati come i nostri sono al guinzaglio del dispiacere, ma me li aspetto al massimo per disputare una partita difficilissima contro una squadra forte come il Genoa". Sull’altra panchina ci sarà De Rossi, "uno dei miei figli del calcio”, precisa Spalletti: “Gli voglio bene come credo lui voglia bene a me. È un tecnico che dà la propria impronta alla squadra, questo è il Genoa di De Rossi perché l'ha creato a sua misura e si vedono le sue caratteristiche nella squadra".