MILANO – È iniziato l’anno zero del Milan. Fuori tutti, nessuno escluso. Si riparte daccapo, con l’idea di costruire una società solida, in cui le varie componenti dialoghino e lavorino bene assieme. È una rivoluzione, forte e (nelle idee) rapida. Si tira una linea, si cammina oltre. Il nuovo Diavolo avrà nel proprietario Gerry Cardinale la guida: ascolterà pareri, si confronterà, ma le decisioni saranno sue. Finora ha delegato, da questo momento le cose cambieranno: ogni scelta porterà la sua firma. Le prime: via Allegri, Tare, Moncada e Furlani. Al suo fianco restano solo Ibrahimovic e il membro del Cda milanista Calvelli. Con loro verrà ricostruito il Milan, reduce da “un fallimento inequivocabile”. In una settimana o poco più sbarcheranno a Milano tre figure nuove: allenatore, direttore sportivo e amministratore delegato. Tra i giocatori rimarrà chi ha davvero a cuore la causa, chi ha avuto l’atteggiamento giusto come tra gli altri Modric, Pulisic, Saelemaekers e Pavlovic. No a Conte: Cardinale vuole un tecnico alla Fabregas La sconfitta con il Cagliari, che ha fatto sfumare la qualificazione alla prossima Champions (con annessi 70 milioni per la sola partecipazione), ha accelerato il processo di rinnovamento. Il disastro è stato fragoroso. Così Cardinale ha preso la sua strada. Via Allegri, innanzitutto: era stato chiamato per riportare rapidamente il Diavolo tra le prime quattro, ma il progetto instant team non è stato un successo. Max non è stato confermato per questo e per uno stile di gioco ritenuto difensivo dai vertici del Milan. Idee lontane da quelle del patron. In più, questa l’accusa del club, non è riuscito a far crescere il valore della rosa. Il rendimento di alcuni giocatori, come Pulisic, è calato negli ultimi mesi. Allegri aveva ancora un anno di contratto a 5 milioni, il prolungamento automatico senza Champions non è scattato. Chi al suo posto? Cardinale ha una lista di tre nomi che tiene d’occhio da un po’: tempo una settimana e accenderà la casella giusta. Sulla panchina del Milan siederà un tecnico che pratica un calcio offensivo, propositivo, possibilmente con uno schema diverso dal 3-5-2. Difficile, insomma, sia uno alla Conte. Non dovrebbe essere neanche Fabregas, ma si cercherà un profilo di quel tipo. Tra le ipotesi Iraola del Bournemouth e Xavi. Dallo stadio alla competitività: gli obiettivi L’obiettivo di Cardinale è di riportare il club rossonero in alto, con un design diverso: la struttura societaria dovrà essere chiara e ben organizzata. Un progetto a lungo termine, con l’ambizione di guardare oltre i risultati dei mesi iniziali. E magari divenire modello per il calcio italiano. L’obiettivo è ad ampio raggio, e include anche il nuovo stadio di San Siro. Dopo aver completato il rifinanziamento che lo legava al fondo Elliott, il patron ci vuole mettere la faccia. Presente, incisivo, centrale. Sarà lui a scrivere il nuovo organigramma, sarà lui il volto da associare al buono e al brutto che inevitabilmente verrà. Nel bene o nel male, insomma, il prossimo sarà il primo Milan di Cardinale. Né Galliani, né Maldini: resta Ibra Il lavoro di Furlani è stato apprezzato, soprattutto per come ha gestito le finanze del club. Però il Milan vuole una figura differente, più abile nella gestione dei rapporti interni. Nel repulisti generale sono finiti pure il ds Tare e il dt Moncada, responsabile dello scout (già cercato da Nizza, Marsiglia e Siviglia): alcuni acquisti sbagliati, soldi spesi male, la volontà di azzerare tutto e ripartire. Al timone non ci sarà Galliani, a cui Cardinale ha pensato un anno fa (con annesso incontro) ma non oggi. E neanche Maldini, il cui ritorno è richiesto a gran voce dai tifosi: Gerry e Paolo hanno lavorato insieme per un anno, ma il feeling tra di loro non è mai sbocciato. Incompatibili, come complicati erano i rapporti dell’ex capitano con gli altri dirigenti. Calvelli avrà un ruolo chiave nelle varie scelte –non sarà lui il nuovo ad – mentre Ibrahimovic conserverà la sua posizione da operating-partner di RedBird. I casting sono iniziati, nel giro di dieci giorni la soluzione del rebus. Cardinale in testa, accanto a sé le persone di cui più si fida: così nascerà il Milan che verrà.
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La rivoluzione del Milan: no a Conte, Cardinale vuole un allenatore alla Fabregas
Andrea Sereni·

Le ipotesi per la panchina portano a Xavi o a Iraola, spagnoli e giovani come il tecnico del Como
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