ROMA – La Lazio deve salvare una stagione tremenda, l’Atalanta vuole continuare il suo percorso invidiato da tanti. Compreso Maurizio Sarri: «Il divario con loro si è allargato, fanno investimenti da dieci anni e ora possono permettersi giocatori di alto livello. La Lazio deve fare così per tornare in Europa, serve una forza economica superiore». Lazio ancora senza tifosi Infatti domani sera, nell’andata della semifinale di Coppa Italia che si giocherà all’Olimpico, l’Atalanta è nettamente favorita rispetto alla Lazio in crisi, senza tifosi — previsti meno di cinquemila spettatori per la protesta contro Lotito — e con lo stesso Sarri in discussione: «Se uno a Roma sta dietro alle polemiche, si ammazza dopo 15 giorni», sottolinea il tecnico toscano, ormai abituato all’emergenza costante dentro e fuori Formello. «Tutti gli allenatori vorrebbero avere una squadra più forte, ma questo gruppo è sano, mi dà gusto allenarlo, peccato che poi ci sono le partite e ogni tanto uno si incazza». Già, come domenica scorsa per la prestazione triste di Torino: in campionato la Lazio è undicesima, gioca male e non segna, anche per questo un crollo stasera farebbe riflettere Lotito.
Sarri e il futuro
In realtà Sarri — contratto fino al 2028 da 2,5 milioni a stagione — non si sente in bilico: «Ho appena parlato con il ds Fabiani, mi ha detto che bisogna accettare qualsiasi risultato. La semifinale non cambia il futuro, questo è un anno zero e si sapeva: spero che il prossimo sia l’anno uno, vediamo quali saranno le intenzioni della società». L’Atalanta a caccia della rivincita Domani sera si affida ai suoi senatori, da Provedel a Romagnoli, da Cataldi a Zaccagni. Da parte sua, l’Atalanta (seguita a Roma da 104 tifosi) progetta la vendetta della finale 2019: quando giocava da attaccante nella Juve, Palladino nel 2006 in Serie B segnò all’Arezzo di Sarri, ora ha una grande occasione per vincere la sfida in panchina.
