Le autorità iraniane hanno chiesto il rientro in patria delle 5 giocatrici di calcio che hanno sfidato il regime, chiedendo e ottenendo asilo politico in Australia, dove si trovavano per giocare la Coppa d’Asia. L'ufficio del procuratore generale di Teheran ha affermato che le giocatrici di calcio hanno agito in uno "squilibrio emotivo" e ora possono tornare in patria in "pace e sicurezza" nell'"amorevole abbraccio delle autorità".
Da Teheran: “Hanno agito sotto lo squilibrio emotivo”
"Alcune giocatrici della nostra laboriosa squadra di calcio femminile, figlie di questa terra, involontariamente e sotto lo squilibrio emotivo provocato dalle cospirazioni del nemico, si sono comportate in un modo che ha causato l'eccitazione delirante dei leader criminali israeliani e statunitensi", si legge nella dichiarazione. "Poiché l'amorevole abbraccio delle autorità e del nobile popolo dell'Iran islamico è aperto a queste bambine e comprende le loro circostanze particolari, queste persone care sono invitate a tornare nella loro patria con pace e fiducia". Iran International, ha aggiunto che altri due membri della squadra hanno chiesto asilo
