MILANO – Un avvertimento: qualora la Federcalcio dovesse essere commissariata, la Uefa è pronta ad escludere la Nazionale e i club italiani dalle competizioni europee. Una risposta neanche troppo indiretta alla politica a cui l’inchiesta sugli arbitri ha offerto una sponda ideale per rilanciare l’idea del commissario a capo della Figc, obiettivo chiaro del ministro Abodi. Il senatore di Fdi Paolo Marcheschi ha accantonato il disegno di legge che stava redigendo, per tagliare i tempi: “Vista la necessità e l’urgenza potremmo agire anche con un decreto-legge. Vogliamo completarne la redazione entro due settimane per poi sottoporlo al ministro Abodi. La politica avrebbe dovuto interessarsi prima e meglio al calcio. Commissariare la Figc lo vogliono tutti tranne gli addetti ai lavori”. Il tentativo, tutt’altro che occulto, è di anticipare le elezioni federali, previste per il 22 giugno. E piazzare al vertice della piramide un commissario. Circola già pure il possibile candidato, Marco Mezzaroma, presidente di Sport e Salute e fedelissimo della premier Giorgia Meloni.
Gravina: “Violazione del principio di autonomia”
Qui si inserisce la Uefa, che minaccia l’esclusione. Perché? In sintesi: la nomina di un commissario da parte del governo andrebbe contro le regole. Lo ha spiegato ieri anche Gabriele Gravina, che è ancora presidente Figc in prorogatio, secondo il quale un commissariamento deciso per legge sarebbe “un atto non risolutivo dei problemi e in palese violazione del principio di autonomia sancito e tutelato dagli statuti di Comitato olimpico internazionale, Fifa e Uefa”. Questa è la chiave della vicenda.
Quando il Coni può commissariare una federazione: cosa dice lo Statuto
Dagli ambienti federali circola un certo fastidio per il pressing dell’esecutivo, per quella che sarebbe vista come una ingerenza evidente, una lesione dell’autonomia dello sport. Sì, perché l’unico organo che può commissariare una federazione è il Coni. Il suo Statuto attribuisce la decisione al Consiglio nazionale su proposta della Giunta del Coni. Il commissariamento è possibile in quattro circostanze: 1) gravi irregolarità di gestione; 2) gravi violazioni dell’ordinamento sportivo da parte degli organi direttivi; 3) constatata impossibilità di funzionamento degli organi direttivi; 4) qualora non sia garantito il regolare avvio e svolgimento delle competizioni. La politica prova a far leva sul secondo punto, le violazioni dell’ordinamento sportivo da parte degli organi direttivi. Ma Gianluca Rocchi, designatore degli arbitri di A e B, è indagato per frode sportiva, le violazioni di cui è accusato non sono state accertate e inoltre non fa parte degli organi direttivi della Figc. Da qui la posizione dell’Uefa: non ci sono i presupposti per la nomina di un commissario, qualora avvenisse comunque la conseguenza sarebbe l’esclusione della Nazionale e delle squadre italiane dalle competizioni europee.
