MILANO – Non c’è una norma chiara che stabilisca come potrebbe essere sostituito l’Iran dai prossimi Mondiali. L’eventualità con una guerra in corso c’è, inutile negarlo. Riflessioni in corso all’interno della Fifa. Il presidente della federazione calcistica iraniana, Mehdi Taj, è stato laconico: “I massimi dirigenti sportivi analizzeranno la situazione e decideranno come procedere, ma alla luce della brutalità di questo attacco è molto difficile guardare al Mondiale con ottimismo”. Il campionato iraniano è stato sospeso (così come quello del Qatar), stessa sorte per gli ottavi della Champions asiatica nella regione occidentale.
Cosa dice il regolamento in caso di ritiri o esclusioni dal Mondiale
Partiamo dal Mondiale. L’Iran è stato inserito nel Gruppo G con Belgio, Egitto e Nuova Zelanda: contro quest’ultima dovrebbe esordire il 15 giugno a Los Angeles. Le altre due partite le dovrebbe giocare il 21 ancora al Los Angeles Stadium (con il Belgio) e il 26 a Seattle (con l’Egitto). Difficile pensare che, qualora il conflitto proseguisse, l’Iran possa partecipare ai Mondiali americani. Dovesse tirarsi fuori, la decisione su come rimpiazzarlo sarebbe nelle mani della Fifa. Il regolamento all’articolo 6.7 è chiaro, nel suo essere nebuloso: “Se una federazione membro partecipante si ritira e/o viene esclusa dalla Coppa del Mondo, la Fifa deciderà sulla questione a propria esclusiva discrezione e adotterà qualsiasi misura ritenuta necessaria. Potrà decidere di sostituire la federazione partecipante in questione con un’altra associazione”. Tradotto: la Fifa non avrà paletti se sarà chiamata a scegliere come sostituire l’Iran. Che anzi, rischia anche sanzioni economiche, come previsto dall’articolo 6.2: “Una federazione qualificata che si ritira entro 30 giorni dalla prima partita della fase finale viene multata per almeno 250mila franchi svizzeri, cifra che sale ad almeno 500mila franchi in caso di rinuncia più tardiva. Oltre alla multa, la federazione dovrebbe restituire i contributi ricevuti dalla Fifa per la preparazione al torneo”. I precedenti: dal caso del 1950 al Leon al Mondiale per Club L’eventuale decisione avrebbe un forte peso politico. Bisogna tornare al 1950 per trovare un precedente di una nazionale che, qualificata, non prese parte a un Mondiale: quella volta si ritirarono Scozia, Francia, Turchia e India, sia prima sia dopo il sorteggio. Al Mondiale per Club dello scorso anno, invece, il Leon – club messicano, qualificato sul campo – venne escluso per aver violato il regolamento legato alla multiproprietà (condivideva il proprietario con il Pachuca, pure qualificato al torneo). In quel caso, la Fifa organizzò uno spareggio tra due squadre della stessa confederazione del Leon: il Los Angeles Fc (sconfitto nella finale di Concacaf Champions League dal Leon, così qualificato al Mondiale) e l’America (prima squadra messicana esclusa dal torneo). Potrebbe rifare una cosa simile anche stavolta?
Chi potrebbe essere ripescato per sostituire l’Iran
Il ripescaggio è un tema delicato. Anche l’Italia, che vanta quattro Mondiali in bacheca, dovesse fallire nei play-off di fine marzo potrebbe coltivare delle lecite speranze. Ma in realtà la sensazione è che la Fifa, senza l’Iran, andrebbe a pescare l’eventuale sostituto nella stessa confederazione, quella asiatica. Secondo quanto filtra dalle stanze del presidente Infantino, avrebbero possibilità l’Iraq (che dovrebbe giocare lo spareggio interzona contro una tra Bolivia e Suriname) e gli Emirati Arabi, eliminati proprio dall’Iraq nella finale play-off. Le uniche dichiarazioni ufficiali sul possibile ritiro dell’Iran dalla Fifa sono quelle del segretario generale Mattias Grafström: "È ancora troppo presto per commentare nei dettagli, ma monitoreremo attentamente gli sviluppi su tutti i fronti in tutto il mondo".
