Ora che l’Iran ha annunciato la rinuncia a partecipare ai Mondiali, è arrivato il momento di fare i conti. Se la Repubblica Islamica deciderà davvero di rinunciare al torneo in America, di cui il nemico Trump sarà il grande padrone di casa, la Fifa avrà un problema: rimpiazzare l’assente. E da questo punto di vista, non ha vincoli a cui aderire. Ritiri o esclusioni dal Mondiale: cosa succede Uno dei nodi è il fatto che i gironi del Mondiale, in programma dal 12 giugno al 19 luglio, siano già stati sorteggiati. L’Iran è stato inserito nel Gruppo G con Belgio, Egitto e Nuova Zelanda e avrebbe dovuto esordire il 15 giugno a Los Angeles proprio contro i neozelandesi. Le altre due partite sono in programma il 21 ancora al Los Angeles Stadium contro il Belgio e il 26 a Seattle contro l’Egitto. Ora, se la decisione non dovesse cambiare – e difficilmente cambierà senza un avvicendamento al comando del paese – la Fifa dovrebbe trovare un nuovo 48° partecipante. Come scegliere? Inutile dire che le speculazioni vengono immediate: l’Italia, non ancora qualificata e certamente la più titolata tra le nazionali in attesa, coltiva la segreta speranza di un ripescaggio qualora le cose nei play-off contro l’Irlanda del Nord (e poi in una eventuale finale contro Galles o Bosnia) dovessero andare male.

Cosa dice il regolamento

Il regolamento, all’articolo 6.7 è chiaro, nel lasciare tutte le porte aperte: “Se una federazione membro partecipante si ritira e/o viene esclusa dalla Coppa del Mondo, la Fifa deciderà sulla questione a propria esclusiva discrezione e adotterà qualsiasi misura ritenuta necessaria. Potrà decidere di sostituire la federazione partecipante in questione con un’altra associazione”. Tradotto: la Fifa non avrà paletti se sarà chiamata a scegliere come sostituire l’Iran. Che anzi, rischia anche sanzioni economiche, come previsto dall’articolo 6.2: “Una federazione qualificata che si ritira entro 30 giorni dalla prima partita della fase finale viene multata per almeno 250mila franchi svizzeri, cifra che sale ad almeno 500mila franchi in caso di rinuncia più tardiva. Oltre alla multa, la federazione dovrebbe restituire i contributi ricevuti dalla Fifa per la preparazione al torneo”. Chi spera nel ripescaggio In realtà la sensazione è che la Fifa, nel caso di una rinuncia dell’Iran, andrebbe ad assegnare il seggio vacante alla migliore squadra della stessa confederazione, quella asiatica quindi. Secondo quanto filtra, avrebbe possibilità l’Iraq, che deve ancora giocare lo spareggio intercontinentale contro una tra Bolivia e Suriname, ma ha fatto sapere di avere problemi a raggiungere il Messico, dove si giocheranno le partite, a causa dello stesso conflitto in Medio oriente. In alternativa, potrebbero tornare in ballo gli Emirati Arabi, eliminati proprio dall’Iraq nella finale play-off. La Fifa non svela le proprie carte. L’unica posizione ufficiale al momento è quella del segretario generale Mattias Grafström: "È ancora troppo presto per commentare nei dettagli, ma monitoreremo attentamente gli sviluppi su tutti i fronti in tutto il mondo". Mentre Infantino si è sbrigato a far capire che l’assenza dell’Iran non sarebbe, a suo modo di vedere, una responsabilità americana: “Trump mi ha ribadito che la nazionale iraniana è ovviamente benvenuta a partecipare al torneo negli Stati Uniti”.