Dal buio al sole in 45’. A Kevin De Bruyne è bastato un tempo per portare il Napoli dallo sconcerto all’ottimismo, la squadra dall’umiliante 0-1 al 2-1 sul sempre più indebitato Lecce, in classifica a -9 dall’Inter stanca capolista, gli immancabili 50 mila di Fuorigrotta dai muti timori a cantare nella suggestiva atmosfera dei riflettori spenti, ma soprattutto l’attendista Antonio Conte a squadernare il futuro suo e del club. Ora che non teme più una crisi irreversibile come il 9 novembre nella domenica nera di Bologna, annuncia che rimarrà un altro anno a Napoli. Si trova bene. Precisa solo che vorrà alla fine parlarne con il presidente. Una formalità, magari. Non si sa che valore abbia il mancato arrivo del solerte tweet di De Laurentiis, ma la squadra è ormai fuori dalle buriane di un anno mai così complicato, c’è sempre domani e ce n’è uno che ricomincia nello stesso giorno. Il Napoli e Conte possono riflettere sui programmi. L’allenatore si spinge a promettere “fuochi d’artificio”. Come gli altri, giura lui, esploderanno anche quelli del Napoli. È possibile che scuotano anche il presidente, mai così taciturno e contemplativo. Si può già leggere la primavera nelle sue certezze definite e negli interrogativi ancora irrisolti. 1) Gli infortuni. Il bilancio della stagione si può già anticipare: è in attivo. La qualificazione Champions più che probabile, la Supercoppa in bacheca, l’ira di una eliminazione precoce in Europa assorbita, lo strappo dello scudetto mitigato dalle tensioni fuorvianti di partite giocate in costante emergenza. Un solo tempo sabato con De Bruyne superstar ha chiarito quanta differenza vi sia tra una squadra condotta dai suoi leader a quella sventrata da infortuni e moduli instabili. Riunendo le assenze ordinarie e quelle da definire di Neres e Di Lorenzo ancora fuori, si calcola che gli infortuni abbiano privato il Napoli dei suoi big per oltre 100 giornate: De Bruyne 28, Anguissa non ancora in forma 24, Rrahmani 16 non guarito e con tre stop in cartella clinica, quasi come Lobotka con 16 gare già saltate e doppio insulto muscolare nel finale scudetto. Fuori dal bollettino Lukaku. Un caso che sembra non felicemente risolto se anche sabato è rimasto in pancina. Il gigante buono merita rispetto 2) La forza della rosa. La bravura di Conte decisivo in alcune gare rimediate per fortuna o magia ha impedito un crollo verticale. Il terzo posto di oggi dà tre letture indiscusse. Il Napoli è partito con una rosa così ampia per potenza e qualità da sopportare per oltre 100 giornate l’assenza dei migliori. Evidente che la società l’abbia attrezzato per competere con l’Inter per lo scudetto. Una piattaforma così solida, appena un po’ rinverdita può ripresentarsi, in campionato e Champions. 3) L’unica condizione. Dimostrate le potenzialità della rosa, è interesse degli staff tecnici e sanitari garantire che la squadra sta superando la sciagura degli infortuni record e si presenti in ritiro integra, che abbia cioè superato i pregiudizi di traumi. Perfette condizioni fisiche e mentali. 4) I test. Sembra opportuno scoprire le cause. N on c’è altro modo per evitare che gli infortuni si ripetano. Basta interrogare un giovane specialista per sapere se dovevano essere già resettate le scorie della scorsa primavera o debba essere studiato presto un ciclo defatigante. Non importa sapere chi ha sbagliato, ma che non si sbagli più. Presente e direttore sportivo dovrebbero promuovere accertamenti a tutela della salute del prestigio dei due staff delegati dalla dirigenza. Un grande club non può tollerare che siano insabbiate scomode verità. È la modernità della ricerca clinica che ne sarebbe offuscata. De Laurentiis professori ne conosce, altri si offrono. Ma il Napoli può farcela da solo, se solo tecnici, preparatori, fisioterapisti e medici collaborano tutti nel comune interesse del club. Può dire qualcosa anche il riesame delle schede di lavoro atletico quotidiano. Un confronto costruttivo quindi tra gli staff. Primo ad essere interessato a sapere che cosa è successo è proprio Antonio Conte. Pronto a ricominciare, come dice, deve essere protetto dal rischio di avversità che complichino ancora il suo lavoro e la fama di allenatore vincente. Una squadra in pezzi non può essere la sua.
Toutes les actualitésCalcio
Télécharger
Napoli, Conte atto terzo: urgente un patto contro gli infortuni
Antonio Corbo·
⚽
L’analisi
Suivez toutes les actualités du football
Téléchargez l'app pour recevoir les notifications des dernières actualités.