Magia o insensibilità, a 95 giorni dal Mondiale americano di Trump il calcio rischia di essere condizionato dai troppi confitti aperti. Il leader della Fifa Gianni Infantino tace. Anche l’Italia, che spera di parteciparvi, tiene il tifo per scudetto, qualificazione Champions e salvezza lontano dai timori di una economia di guerra. In questa apparente normalità, il Napoli con due vittorie di fila si è sdraiato sul terzo posto. Serenità ritrovata, sono rientrati dopo 117 e 132 giorni Anguissa e De Bruyne, i grandi assenti di un campionato mai così tormentato.

Anche Antonio Conte mostra volto disteso e persino qualche sorriso. È stato bravo ed ha capito di aver portato ormai fuori dal mare grosso quella che sembrava una vecchia carretta. Anche De Laurentiis abbandona il suo preoccupato silenzio. Appena possibile parleranno di futuro. Dovrebbe essere una rivoluzione gentile, perché niente fa temere che possano dividersi, ma niente fa pensare che il terzo e ultimo anno di contratto possa ripetere successi e guasti del primo biennio. Scudetto 2025 e Supercoppa sono un eccellente traguardo, ma raggiunto con un motore sovralimentato. Ventiquattro giocatori acquistati, prima 13 poi 9 e ancora 2 a gennaio, hanno portato via 300 milioni, con i 150 lasciati da Osimhen e Kvaratskhelia. Oggi il Napoli deve essere ripensato. Conte ricorda che ha un altro anno di contratto, De Laurentiis rispetterà come sempre l’accordo. Deve tuttavia riorganizzare la società in strutture e limiti operativi. Nell’interesse del club e con la previsione di una economia di guerra. 1) Il mercato. Conte ha dato il meglio nello spogliatoio e sul campo. Come manager ha guidato senza fortuna il mercato con De Laurentiis e Manna. Il terzetto lascia un mezzo disastro. Tocca a Giovanni Manna ripararlo. Giovane e Alisson Santos sono la prima svolta. Da piazzare qualche macigno. Il primo è Lucca. Il secondo Lang se rimane Conte. Poi Lindstrom, Cajuste, Cheddira. Più facile cedere Rafa Marin, fa molto bene al Villareal, Natan è già riscattato dal Betis. Problematico il futuro di Lukaku con il mercato arabo chiuso. Merita una riflessione De Bruyne tornato in ottima condizione. Gli acquisti saranno giovani di prospettiva e con ingaggi bassi. Età media di circa 29 anni e 150 milioni di ingaggi sono insostenibili. 2) Anche Conte ipotizza una ricerca. Degli infortuni si sono persi il numero e le cause. Lesioni muscolari con recidive inaccettabili e guarigioni più complesse che lente meritano una verifica. Maltempo, smog, fatalità beffarda, preparazione o infermeria, si saprà un giorno che cosa è successo? 3) L’esperienza di quest’anno impone il consulto di specialisti. Per evitare recidive l’anno prossimo sarà forse opportuno un periodo di riposo attivo per resettare le scorie di un anno terribile. La sabbia di Grado, le terme di Ischia e Telese erano le officine estive del calcio. Chissà se il Napoli ci sta pensando. 4) Per questo finale tocca a Conte adottare scelte lucide. La prima è integrare con mano sicura i giovani che hanno portato in alto il Napoli delle infinite emergenze con i big al rientro. 5) Da definire la gerarchia dei portieri. L’alternanza dà risultati ambigui. Pare stiano peggiorando in due. 6) Sul piano finanziario l’handicap tra Napoli e grandi club è nei 70 milioni da recuperare nelle aree hospitality dello stadio. Serve un progetto duraturo col Comune per il nuovo impianto. Dal Marketing arriveranno un’altra ventina di milioni, ma è già il massimo. Solo una rivoluzione gentile, evitando errori e sprechi, fa sopravvivere il club agli attuali livelli. 7) Le attività del Marketing porteranno un’altra ventina di milioni, ma danno già il massimo. Solo una rivoluzione gentile, evitando errori e sprechi, fa sopravvivere il club agli attuali livelli. 8) Altro grande punto interrogativo è il contratto sui proventi di Dazn. De Laurentiis sollecita e propone una riforma in Lega. Parole al vento finora in un calcio indeciso a tutto. Normale. Nella Fifa di Infantino come in Italia. A meno di cento giorni dal Mondiale, con tutto il Golfo Persico sotto attacco, la paralisi dei voli, il mercato arabo bloccato, il calcio allegramente fa finta di nulla. Il Napoli si salva se cambia da solo.