MILANO - La Lega serie A ha il suo candidato per la presidenza della Figc: è Giovanni Malagò, ex presidente del Coni, 67 anni. Nell’assemblea di Lega di oggi sono state 18 le società che hanno sottoscritto la sua candidatura. Solo Lazio e Verona non lo hanno fatto: non hanno votato contro (non c’è stata alcuna votazione oggi), ma non hanno firmato a suo favore. Nelle stesse ore da Roma Giancarlo Abete, presidente della Lega nazionale dilettanti (Lnd), ha annunciato la sua intenzione di candidarsi: “Chiederò al Consiglio direttivo della Lega nazionale dilettanti di investirmi delle stesse titolarità di cui è stato investito il presidente Malagò dalle società di A, cioè di potermi presentare seguendo la logica di discutere prima i contenuti e poi vedere quale è il punto di caduta sui nomi". Ma Lotito chiede un commissario La sfida è lanciata. Con una variabile: il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha chiesto la nomina di un commissario: “Il nome non c’entra niente - ha detto in riferimento a Malagò - Se una cosa non funziona, va ristrutturata. C’è una legge di 45 anni fa, la 91 dell’81, che non va bene. Va ridisegnato tutto. Ci vuole la nomina di un commissario”. Lunedì prossimo incontro tra Malagò e Simonelli Malagò dovrà sciogliere le riserve e ufficializzare la sua candidatura. Il presidente della Lega serie A, Ezio Simonelli, lo ha contattato questa mattina e tra una settimana, lunedì 20, lo riceverà nella sede di via Rossellini insieme ai presidenti dei club. Malagò ha ottenuto un largo consenso dalla serie A, componente che peserà per il 18% del totale dei voti nelle elezioni del 22 giugno. La Lega nazionale dilettanti, di cui è espressione Abete, pesa per il 34% dei voti. Il no di Lazio e Verona “Sarebbero bastati 11 accrediti alla candidatura per avere la maggioranza, invece 18 club hanno firmato il modulo federale e hanno accreditato Giovanni Malagò come nuovo presidente della Figc. Da questo momento ha raggiunto il requisito dettato dall’articolo 6 comma 2 del regolamento elettorale della Figc”, ha spiegato Simonelli nella sala stampa di via Rossellini. Perché Lazio e Verona non hanno firmato per Malagò? “Ne hanno fatto una questione di metodo, non è stata una mancanza di fiducia nella persona. La loro stima c’è, ma ritenevano che fosse giusto prima discutere i programmi e poi indicare il nome di chi li dovrà portare avanti”, ha aggiunto Simonelli. Lotito ha parlato di un commissario, il presidente Italo Zanzi del Verona non ha voluto commentare. Le 18 schede in mano a Malagò Quindi, cosa succede ora? “La palla è in mano a Malagò, che dovrà fare le sue verifiche e poi formalizzerà la sua candidatura. Oggi è solo l’accreditato della lega serie A per candidarsi. Ha in mano 18 schede, quando vorrà le presenterà con annesso il suo programma”. I club in realtà hanno già stilato una serie di linee guida: “Oggi abbiamo discusso in assemblea di una ventina di punti, ne parleremo con Malagò e integreremo questo programma di massima con le sue idee. A seguito di questi incontri scioglierà la riserva e depositerà la sua candidatura”. Malagò e i successi olimpici Simonelli ha difeso poi il rapporto con il governo, compatto nella posizione anti-Malagò: “Vogliamo continuare ad avere un dialogo con il ministro Abodi e il governo, il mio lavoro sarà di portarlo avanti a prescindere da quello che sarà il candidato alla presidenza della Figc”. Perché la serie A ha scelto Malagò? “È una persona di grande successo, a cui lo sport italiano deve tanto. Le ultime Olimpiadi testimoniano le sue capacità. Questo ha convinto i 18 club di serie A che oggi si sono presentati con il foglio di accredito firmato”. Una scelta rapida: “Volevamo reagire subito, dopo la delusione vissuta con l’esclusione della Nazionale dai Mondiali”. Lunedì prossimo l’esordio di Malagò in Lega calcio. Marotta: “Malagò terapia importante per un calcio malato” Anche il presidente dell’Inter, Beppe Marotta, ha commentato la scelta della serie A di appoggiare Malagò come nuovo presidente federale: “Un risultato significativo, espressione di diciotto società. Il primo atto di una situazione che ci deve portare a migliorare il nostro calcio. E questo può avvenire confrontandoci con la politica. Il governo è contro Malagò? Mi dispiace. Malagò è stato individuato per il suo profilo, un manager sportivo che naviga da anni nel nostro mondo. Il nostro calcio è un paziente malato che ha bisogno di una terapia importante”. Sulla sfida con Abete ha aggiunto: “Abete? Fatto che sia candidato è legittimo, è un dirigente che ha dato molto al calcio. Con lui è Malagò parliamo di due professionisti importanti, ma noi abbiamo fatto le nostre scelte”.
Toutes les actualitésCalcio
Télécharger
Presidenza Figc, è sfida tra Giovanni Malagò e Giancarlo Abete
Andrea Sereni·

L’ex n.1 del Coni incassa la fiducia della Lega di A (18 su 20 club, no di Verona e Lazio). Lotito: “Serve in commissario”
Suivez toutes les actualités du football
Téléchargez l'app pour recevoir les notifications des dernières actualités.